Immaginate, immaginiamo

IMMAGINATE, IMMAGINIAMO Da bambini si può anche sapere poco della Storia. Ma si può immaginarla. Aiuta a capirla, a volte. E allora Immaginate, immaginiamo. Come hanno fatto poco più di sessant anni fa i nostri nonni e le nostre nonne, uomini e donne che hanno immaginato il futuro dopo aver attraversato una guerra che sembrava poter cancellare ogni futuro (o di permetterne uno solo, quello voluto dal più potente del mondo, se lo fosse diventato). Immaginate, immaginiamo. Una guerra mondiale, la seconda, 1939-1945, cominciata da chi voleva il dominio del mondo, finita da quanti non erano d accordo; fatta e pagata da questi e da quelli, da tanti, da troppi. Immaginate, immaginiamo. Spazzate via le dittature, mandato in frantumi il disegno di dominio mondiale, i vivi, i rimasti, si guardarono in faccia e decisero di sedersi per un po , prima di ripartire. Potevano ripartire, ma sentivano il bisogno di chiedersi dove andare e come. Si sedettero a un tavolo e tornarono a guardarsi. Immaginate, immaginiamo. Avevano in comune una cosa importante: erano stati contro le dittature e per la libertà. Tutti, più o meno, chi più e chi meno, in modi diversi, da punti di vista diversi, e anche con obiettivi diversi. Immaginate, immaginiamo. Avevano in comune la paura. La guerra era finita ma il suo vento gelido, e quello che avevano patito e visto patire, ancora li faceva tremare. Era una paura che non volevano più rivivere, che volevano non potesse tornare più a minacciare altri dopo di loro. Ma avevano in comune anche la speranza, la decisione, il dovere e la responsabilità di ricominciare, di andare avanti. E avevano in comune la differenza, le differenze. 6

Noi cittadini del mondo 4-5 - Biblioteca Insegnante
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