Noi cittadini del mondo 4-5 - Biblioteca Insegnante

Immaginate, immaginiamo. Immaginiamoli seduti, che si guardano e si parlano, del passato ancora lì, del presente carico di problemi e di urgenze, del futuro, fragile e necessario. Immaginiamoli che discutono, e litigano. Per mettersi d accordo. L avevano trovato, l accordo, in tempo di guerra, contro il nemico comune; bisognava trovarlo anche ora, nel tempo della pace, per farla durare e per vivere, loro e quelli dopo di loro. Ci siamo anche noi, in quelli che sono venuti dopo. Ci siete voi. Immaginiamoli. Con posizioni diverse, varie, persino opposte. Eppure. Eppure bisognava, bisognava, per rispetto di chi era morto e di chi non era ancora nato, tradurre la fine della guerra in possibilità di vita. Dare possibilità al futuro, ai giovani, ai bambini, a quelli che sarebbero nati, metterli al sicuro da quello che loro avevano visto succedere e che bisognava impedire si ripetesse. Immaginiamoli. A cercare le parole giuste; le parole rispettose di quello che era comune e di quello che era diverso e diverso aveva diritto di restare, le parole necessarie, capaci di essere allo stesso tempo punto d arrivo e di partenza, di fare uno di tante differenze, e anche di aprire, da uno, alle differenze, alla pluralità, delle situazioni, dei pensieri, anche di quelli ancora impensabili ma possibili in futuro. Nulla di ingombrante e di eccessivo, ma tutto il necessario. Come quando si va a piedi, leggeri ma sufficientemente attrezzati. Immaginiamoli. Le hanno trovate le parole, e le hanno scritte. Sono la nostra Costituzione, la Costituzione della Repubblica Italiana, la cartamadre del nostro vivere civile. 7

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