Letture per crescere

Diversi ma uguali

In una notte di temporale

Una capretta impaurita trova riparo in una capanna e fa amicizia con uno sconosciuto molto simile a sé.

Pioveva a dirotto e gli enormi goccioloni che cadevano al suolo colpivano il minuscolo corpicino di una capretta bianca. La capretta, senza pensarci troppo, corse a rifugiarsi in una capanna abbandonata sul pendìo della collina. Si mise a riposare nell’oscurità aspettando tranquillamente che il temporale finisse.

Ad un tratto, ansimando, qualcuno entrò nella capanna. Chissà chi era. La capretta si nascose e drizzò le orecchie.

Tic, toc, tic, toc… Passi. Qualcosa di duro batteva sul pavimento. Era rumore di zoccoli. Doveva essere sicuramente una capra.

La capretta, sollevata, si rivolse al nuovo arrivato:

- Bel temporale, vero?

- Come? Chi ha parlato? Con questo buio, non si vede un accidente.

La capretta un po’ stupita rispose:

- Sono appena arrivata anch’io. Ma non è così terribile.

- Ma sì, è vero… per fortuna ho trovato questo rifugio dopo essermi trascinato sotto il temporale.

Tirò un sospiro di sollievo e appoggiò il bastone sul pavimento.

Già: quell’ombra indistinta, con il bastone, non era una capra, ma un lupo. Per di più era un lupo con una bocca grossa così, che andava ghiotto di carne di capra.

In quel momento si sentì il brontolìo delle loro pance.

- Ho una fame del diavolo! - disse il lupo.

- Davvero, anch’io ho lo stomaco vuoto - rispose la capra.

- Che bello avere qualcosa da mettere sotto i denti quando si ha fame.

- Ti capisco. Stavo proprio pensando la stessa cosa.

- Di solito vado a cercare qualcosa da mangiare nei dintorni, ai piedi della montagna dove abito.

- Anch’io faccio così.

- Da quelle parti il cibo è molto buono.

E contemporaneamente:

- Che buona l’erba! - disse la capra.

- Che buona la carne! - disse il lupo.

Ma il rumore di un tuono coprì quelle parole.

- Sai, da bambino ero magrolino. Anche adesso lo sono, ma a quei tempi mia madre mi diceva sempre: - Mangia ancora, mangia ancora!

- Ma guarda, anche la mia a pranzo mi diceva: "Se non mangi abbastanza non riuscirai a scappare. Ti mancherà il fiato per correre".

- Anche a casa mia dicevano la stessa cosa: "Ti mancherà il fiato per correre".

- Ah, ah, ah, ci assomigliamo veramente molto! - disse il lupo.

- Beeee, anche se non ti vedo, sicuramente ci assomigliamo.

Improvvisamente il boato di un tuono fece tremare la capanna.

I due si strinsero.

- Ah, scusami, è che mi sono spaventato - disse il lupo.

- Sì, non importa, anch’io ho avuto paura - disse la capra.

- Però, ci assomigliamo molto, vero?

- Abbiamo avuto la stessa reazione.

- La prossima volta, perché non ci troviamo a mangiare col bel tempo?

- Allora, per domani a mezzogiorno, va bene?

- D’accordo, la parola d’ordine sarà: in una notte di temporale.

Che cosa sarebbe successo il giorno dopo, ai piedi di quella collina?

Questo neanche il sole, che aveva appena mostrato la faccia per far brillare le gocce sulle foglie, poteva saperlo.

Adatt. da Yuichi Kimura, In una notte di temporale, Feltrinelli

Per comprendere

 Quali sono le profonde differenze che nella realtà rendono “nemici” i due protagonisti?



 

 Quali sono gli aspetti che scoprono di avere in comune?

- Entrambi amano   

- Entrambi da piccoli   

- Entrambi al boato del tuono provano   


 L’amicizia è nata sulla base di:

  differenze.

  somiglianze.

Leggermente - Lingua e linguaggi 4
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